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F1 Evolution, Ferrari 312T ‘Rush’ finale

Ogni anno, 25 piloti prendono parte al campionato mondiale di Formula 1, e ogni anno due di noi perdono la vita. Chi può scegliere un lavoro simile? Non le persone normali, questo è sicuro. Ribelli. Pazzi. Sognatori. Persone che farebbero qualsiasi cosa per lasciare il segno e che sono disposti a morire pur di riuscirci. Mi chiamo Niki Lauda, e nel mondo delle corse sono famoso per due cose. La prima è la mia rivalità con lui (James Hunt). Non so perché diventò una storia così importante. Eravamo solo due piloti che si rompevano le palle a vicenda. Io non ci trovo niente di strano, ma gli altri evidentemente non la vedevano così, e in qualsiasi cosa succedeva tra noi, scorgevano qualcosa di più profondo. L’altra cosa per cui vengo ricordato è quella che successe il primo Agosto del 1976, mentre inseguivo lui (James Hunt), come un idiota.
[Niki Lauda nel film ‘Rush’ (2013) interpretato da Daniel Brühl]

E’ una cassa da morto foderata di carburante ad alto numero di ottani da scarrozzare a 270 Km l’ora. In parole povere, la signorina è una bomba su ruote.
[James Hunt nel film ‘Rush’ (2013) interpretato da Chris Hemsworth]


Signori, inizia il ‘rush’ finale di questo entusiasmante campionato che per ora ha visto 4 vincitori diversi per tutti e 4 i round già trascorsi.
Per i primi 3 round abbiamo visto una Formula 1 storica, ma molto storica, diciamo per ridere ‘antica’; al 4° round, perfettamente centrale a questo campionato, si è vista una svolta, ma non una svolta completa, diciamo una perfetta ‘via di mezzo’ tra il ‘vecchio’ e il ‘nuovo’; adesso dal 5° round si volta pagina definitivamente.

Niki dove ci porti?
Entriamo nella storia accompagnati da Niki Lauda a bordo della famosissima ed ormai ‘hollywoodiana’ Ferrari 312T. E dove ci porta ‘The Rat’ o ‘The Computer’ o l’amichetto di Toto Wolff (chiamatelo pure come vi pare)? I più maliziosi e forse un po’ cattivi e irrispettosi potrebbero pensare Nurburgring… CATTIVONI! Non si fa! In verità l’idea c’era e, senza mancare di rispetto, sarebbe stato un connubio perfetto, tuttavia ci sarà un motivo se lo chiamano ‘Green Hell’ e poi troppi minuti per fare un giro singolo, inoltre, per i soliti pignoli che ci seguono, l’incidente di Niki avvenne a bordo della 312T2. Insomma, consultandoci con Niki, abbiamo preferito raggiungere il territorio belga preferito da tutti i piloti, là dove le nostre mogli/fidanzate vorrebbero essere accompagnate per le famose acque termali da cui deriva la parola Spa ad indicare appunto le terme… Ma diciamoci la verità, per noi Spa non è né uno stabilimento termale, né una cittadina belga, né ‘Società per Azioni’… Per noi Spa è Circuito di Spa-Francorchamps, il tempio delle corse! Quindi mentre le nostre compagne si rilassano con massaggi, fanghi, saune e bagni turchi, noi ci rilassiamo con La Source, Eau Rouge-Raidillon, Kemmel, Les Combes, Bruxelles e adesso fermatemi sennò vi faccio il giro turistico di Spa! 🙂

Passiamo alla tecnica: aerodinamica migliorata, cambio trasversale e la pignoleria di Niki!
Siamo nel 1975, è la prima versione del modello 312 di Ferrari, che la porterà avanti fino alla serie T4. Il campionato 1975 fu vinto proprio da Lauda a bordo di questa bestia da 500 CV su 600 kg.
Motore V12 180° bialbero con 4 valvole per cilindro, 3.0l e cambio a 5 rapporti.
L’aerodinamica aveva ormai consolidato il suo importante ruolo nel motorsport, e nella 312T si può notare nettamente!
Il nuovo cambio in posizione trasversale rendeva l’auto più corta ma soprattutto concentrava maggiormente le masse nel baricentro e, come Newton insegna, questo è un bene, più che un bene! Ma ciò comportava un alleggerimento del posteriore (per gli amanti del sovrasterzo), ma grazie ad un’ala posteriore molto più grande e a sbalzo lo svantaggio era compensato.
Le sospensioni sono, come al solito, a quadrilatero ma iniziano ad avere bracci più corti rispetto al passato, soprattutto al posteriore. Pnuematici ‘Goodyear’, quelli buoni di un tempo, e di tipo slick come per il round precedente.
Telaio? E’ ancora un po’ presto per pensare a quelli odierni, ma non pensate che siamo poi così lontani! La tecnologia meccanica da questo punto di vista stava già facendo passi da gigante. Viene confermata la monoscocca in alluminio, una soluzione rigida e leggera per gli standard dell’epoca. Ancora oggi questa costruzione è utilizzata in molti campi.
Sembra tutto bello ma, a dire la verità, nei primi test Lauda classificò la 312T come uno schifo di auto, lamentando un notevole sottosterzo; fu proprio lui ad ordinarne il miglioramento e a seguire i lavori: abilità specifica del pilota quella di settare il suo veicolo che, unita al suo approccio molto calcolatore, gli valse il soprannome di ‘The Computer’.

200 litri possono bastare?
200 dm^3 dedicati solo a contenere benzina! Giusto per dare un’idea pratica di che volume stiamo parlando facciamo un rapido calcolo e un semplice esempio: 80x50x50 cm equivalgono esattamente a 200 l, stiamo parlando di uno scatolone con una base di mezzo metro per mezzo metro ed un’altezza di circa 1 metro… uno scaldabagno praticamente! Immaginate un volume simile su un’auto F1 di quelle dimensioni con benzina all’interno, e per fortuna che la benzina pesa poco. Visto che stiamo a fare i conti 200 l di ‘super’ sono circa 140 kg, e ricordiamo che l’auto a secco pesa circa 600 kg, il calcolo della differenza di peso percentuale che comporta il ‘pieno’ rispetto al ‘vuoto’ ve lo fate voi, ma ad occhio direi che è tanto! Lo so, lo so, vi starete chiedendo quanto costano 200 litri di benzina ad alto numero di Ottano! All’epoca sicuramente molto meno di oggi, eheh! Al di là del peso e del costo ci sarebbe da considerare l’ingombro dovuto ad un simile serbatoio con tutte le sue complicazioni e magari anche il rischio di portare con sé 200 litri di liquido altamente infiammabile (Niki ne sa qualcosa, purtroppo).

Grazie Richie!
Forse l’auto più famosa del campionato, non solo per la sua carriera agonistica, ma anche per la trasposizione cinematografica di Ron Howard col film ‘Rush‘ che narra il duello di quegli anni tra Niki Lauda e James Hunt: il ‘topolino pignolo’ e il ‘belloccio’ delle corse.

La ‘T’ di…?
Vediamo se siete stati attenti. Secondo voi, perché la Ferrari 312 ha la sigla T finale? Dai non è difficile…


Un po’ di video

https://www.youtube.com/watch?v=OOSzm25R4PA
https://www.youtube.com/watch?v=OyL6NIVcXhE
https://www.youtube.com/watch?v=2XviQ9kEKv4

Fonti
http://formula1.ferrari.com/it/312-t-it/
https://en.wikipedia.org/wiki/Ferrari_312T
http://www.formulapassion.it/2017/01/f1-ferrari-312t-rivoluzione-trasversale-forghieri/
https://www.f1technical.net/f1db/cars/335/ferrari-312t
E, come sempre, me medesimo…

Alessandro Filippello

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