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F1 Evolution, la storia della F1 in 7 gare!

Non è il più veloce dei piloti che vince, ma quello più adatto ai cambiamenti!

 

Una frase che riassume lo spirito di questo campionato, un viaggio nel tempo, dal passato al presente, un viaggio tra le leggende della formula uno, dalla Maserati 250F 12V di Stirling Moss alla Ferrari F138 di Fernando Alonso! Sarà proprio la capacità dei piloti di adattarsi alle diverse epoche, auto e tecnologie a decretare il campione finale! Sette gli appuntamenti in calendario e gara inaugurale fissata per il 16 maggio evento che sarà trasmesso in diretta streaming da PitlaneTV!

 

Maserati 250F 12V e Stirling Moss

 

Gara inaugurale sul circuito di Monza’66 a bordo della Maserati 250F 12V una monoposto usata tra il 1954 e il 1960 e che fece il suo debutto nel Gran Premio D’Argentina ’54 vincendo la gara con  Juan Manuel Fangio. Propulsore da 6 cilindri in linea, distribuzione bialbero con due valvole per cilindro e lubrificazione a carter secco, 2493 cc con una potenza di 240 cv a 7.200 rpm ed una velocità massima di 290 km/h! Uno dei piloti che ebbe l’onere di pilotare quest’auto fu Stirling Moss, pilota inglese che detiene un particolare record ancora imbattuto, è il pilota che ha vinto il maggior numero di gran premi senza aver mai vinto il titolo mondiale. Per questo viene considerato “l’eterno secondo”, il “Re Senza Corona”.

 

Lotus 25 e Jim Clark

 

Secondo appuntamento sul circuito di Silverstone’67 con la Lotus 25 progettata nel 1962 da Colin Chapman montava un motore della Coventry Climax da 1.498 cc, 8 cilindri a V che sviluppava una potenza di 204cv! Caratteristica rivoluzionaria di questo modello era costituita dalla scelta di utilizzare, per la prima volta in Formula 1, il telaio monoscocca. I primi disegni di questo nuovo telaio Chapman li fece su un tovagliolo mentre discuteva con Mike Costin, progettista dei telai Lotus, di questa sua idea. Il “vestito” realizzato dal sarto Chapman calzava a pennello addosso allo scozzese Jim Clark, che a partire dal 1962 iniziò a mietere successi, culminati l’anno successivo nel primo titolo Mondiale e nel record di vittorie stagionali.

lotus 25 jim clark

Lotus 49 e Graham Hill

 

Brand Hatch e la Lotus 49 una delle monoposto più importanti della storia della F1: ha portato al debutto i mitici motori Ford Cosworth (i più vincenti di sempre dopo quelli Ferrari), ha contribuito a far conquistare alla Casa britannica quattro Mondiali (due Piloti e due Costruttori) ed è stata oltretutto la prima vettura ad essere verniciata con i colori di uno sponsor inaugurando così l’era moderna del più importante evento del motorsport del pianeta. La Lotus 49, progettata da Colin Chapman e Maurice Philippe, nasce per partecipare alla stagione 1967. Il punto di forza di questa monoposto è indubbiamente il motore: un 3.0 V8 Ford Cosworth da 420 CV (430 nel 1969 e 440 nel 1970) portante collegato alla scocca. L’unità si rivela molto potente ma con un’erogazione brusca, gestibile esclusivamente da piloti talentuosi.
Graham Hill fu uno dei protagonisti, nel 1967 contribuì allo sviluppo della Lotus 49 e dopo la morte dei suoi compagni di squadra, Clark e Spence, all’inizio del 1968, Graham prese le redini della squadra, vincendo il titolo mondiale. Gareggiò nella Formula 1 tra il 1958 ed il 1975, divenendo campione nel mondo in due occasioni (nel 1962 e nel 1968) prima della tragica morte avvenuta a causa di un incidente aereo. Era particolarmente conosciuto anche per l’intelligenza e la regolarità della sua condotta di gara.

Lotus 49 graham hill

Lotus 72d e Emerson Fittipaldi

 

Circuito di Zandvoort, di nuovo Lotus con la 72d, considerata ancora oggi una delle vetture più belle che si siano mai viste sulle piste di tutto il mondo, una monoposto che segnò un’epoca nella storia dei Gran Premi. In quel periodo si trattò di un vera rivoluzione, in quanto la monoposto inglese era molto innovativa sia dal punto di vista meccanico che da quello aerodinamico. Una macchina che grazie a questa capacità di anticipare i tempi si mantenne longeva nel tempo, tanto da riuscire a gareggiare nel Circus per quasi sei stagioni di seguito dal 1970 al 1975.  Progettata dai britannici Colin Chapman e Maurice Philippe era dotata di un telaio monoscocca in alluminio e di un motore 3.0 V8 Coswort.
Emerson Fittipaldi, pilota brasiliano, a soli 23 anni fu lanciato nel circus della formula 1 proprio da Lotus vincendo il titolo mondiale a 25 anni con due gare di anticipo dopo un duello con Jackie Stewart. Grazie al suo risultato, fece rinascere in Brasile la passione per i motori e aprì le porte alle carriere di Carlos Pace, Nelson Piquet e, ovviamente, Ayrton Senna.

òlotus 72 d fittipaldi

Ferrari 312T e Niki Lauda

 

Giunti sul circuito di Spa Francorchamps alla guida di una delle auto di F1 più rilevanti di casa Maranello, La Ferrari 312 T, fu grazie a lei, infatti, che la Rossa tornò a vincere il Mondiale F1 (Piloti con Niki Lauda e Costruttori) dopo un digiuno di ben 11 anni. Un motore da 3.000cc, 12 cilindri a V con angolo di 180°, telaio tubolare in acciaio ricoperto da pannelli in alluminio. Fece il suo debutto nel GP del Sudafrica, terza tappa del mondiale F1, un avvio non proprio ottimale ma che non condizionò l’intera stagione in cui la Rossa riuscì a vincere il titolo piloti con Niki Lauda e il titolo costruttori conquistato in Italia grazie al successo di  Regazzoni e al terzo posto di Lauda.
Niki Lauda fu protagonista assoluto, tre volte campione del mondo, nel 1975 e 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren. Ha disputato 171 Gran Premi, vincendone 25 e segnando 24 pole position e altrettanti giri veloci. Lauda ha avuto una carriera sportiva di grande livello, guidando in Formula 1 per March, BRM, Ferrari, Brabham e, infine, McLaren. Viene considerato uno dei migliori piloti della storia della Formula 1 e soprannominato “il computer” per la sua incredibile capacità di individuare, al pari di un elaboratore, tutti i difetti, anche i più piccoli, della vettura che guidava e per la meticolosità con cui metteva a punto il proprio mezzo meccanico. Nel 1976 ebbe un incidente che lo lasciò sfigurato ma lui affermò che preferiva il suo fondo schiena a un bel viso, proprio perché era convinto che una vettura si guida soprattutto “con il sedere”. Viene considerato uno dei migliori piloti della storia della Formula 1.

ferrari 312 t niki lauda

Lotus 98 T  e  La Leggenda, Ayrton Senna

 

Non ce ne voglia la Lotus se iniziamo questo paragrafo parlando di Ayrton Senna, forse il pilota più forte di tutti i tempi e senza dubbio uno dei personaggi sportivi più conosciuti e stimati al mondo, non solo per le sue qualità da pilota ma anche, se non sopratutto, per l’uomo che era Ayrton Senna! Figlio di famiglia benestante, Ayrton condivideva la sua fortuna con le persone meno agiate dando in beneficenza parte dei guadagni che accumulava. Una citazione famosa di Ayrton Senna era: “I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti la stessa possibilità“.
La Lotus 98 T gli portò solo il quarto posto nel Mondiale del 1986 conquistando solo due podi, in Spagna e negli Stati Uniti. Nonostante un periodo non proprio ai vertici noi di speeddevils abbiamo voluto associare lui a quest’auto e siamo certi che condividerete la scelta!
La Lotus 98 T portò in F1 una ventata di novità: il telaio era stato ribassato rispetto alla 97T, grazie alla riduzione della capacità del serbatoio a 195 litri, e la Renault portò il nuovo motore V6 EF15bis turbo. La Lotus 98T era speciale: portò innovazioni come la gestione dei consumi computerizzata, introdusse il fondo piatto ed un sistema di raffreddamento intercooler, oltra ad un sistema di regolazione per l’altezza da terra, tanto che durante la stagione ’86, tanti furono i reclami ufficiali contro la presunta irregolarità della monoposto.

lotus 98 t ayrton senna

Ferrari F138, Monza

 

Concludiamo questo viaggio nel tempo con la Ferrari F138, cinquantanovesima monoposto di scuderia Ferrari costruita per partecipare al Campionato Mondiale di F1 del 2013. Un campionato che vide la Rossa presentarsi competitiva con un secondo posto di Fernando Alonso nella gara di apertura Australiana ed un quarto posto di Felipe Massa. A seguito di errori da parte dei piloti la scuderia Ferrari perse punti importanti nel gran premio di Malesia e in Barhein. Alonso riuscì ad ottenere il primo posto nel gran premio di Cina dopo un digiuno che durava da dodici gare e riuscì a ripetersi in Spagna ma dal gran premio di Monaco la Ferrari non riuscì più a competere per le prime posizioni. I cattivi risultati nella parte finale della stagione costarono la perdita della seconda posizione nel mondiale costruttori a favore della Mercedes. Nemmeno il ritorno sul podio di Alonso nel conclusivo Gran Premio del Brasile fu sufficiente a ribaltare la situazione e la Ferrari chiuse il mondiale al terzo posto, con 354 punti. Fernando Alonso, nonostante un’avventura in Ferrari poco entusiasmante, è il secondo pilota, dopo Michael Schumacher, ad aver ottenuto un punteggio superiore a 100 punti nel campionato mondiale per tre stagioni consecutive. Nel 2014, in seguito al suo addio alla Ferrari, è risultato essere il pilota con più punti conquistati (1190) nella storia della scuderia.

Info e iscrizioni

Fonte: Wikipedia, Panoramauto.it, Formulapassion.it. Blogf1.it

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